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ott 07
2011

Gioco e famiglia in tempo di crisi. Quali soluzioni?

Postato da A. S. D. Podistica Parabita in Blog

A. S. D. Podistica Parabita
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Nel trattare una così complessa problematica sociale, è opportuno fare un tuffo nel passato, quando da piccoli venivamo interpellati per fornire una semplice risposta, nella speranza che la nostra “innocenza” fosse la fonte da cui attingere per compilare una schedina vincente del Totocalcio o del Lotto.

Noi tutti ricordiamo l’attesa dei risultati, un’attesa condivisa con i nostri cari, che se da una parte avrebbe potuto migliorare la nostra condizione familiare, dall’altra mai avrebbe potuto essere causa di disagio sociale.

La realtà che noi Giovani dell’UDC oggi viviamo insieme a tutti i nostri coetanei, indipendentemente dal colore politico, credo religioso o ceto sociale, è di fatto notevolmente mutata, in seguito all’incentivazione ed alla legalizzazione del gioco d’azzardo, voluta dallo Stato, sì per contrastare i centri di scommessa clandestini, ma anche per fare cassa, proprio come accade per i tabacchi: chi dovrebbe quindi vigilare sulla nostra salute coincide con chi più ci guadagna.

La differenza sostanziale con il passato è in particolar modo legata all’eccessiva offerta e disponibilità dei giochi legalizzati: basti pensare ai gratta e vinci, alle opportunità offerte dalla Lottomatica, dalle macchinette di Poker, dai numerosi centri scommesse attivi in tutti i nostri comuni e dalle scommesse on line.

Il proliferare delle opportunità di gioco non è stata però accompagnata da un’uniforme azione politica: mentre alcune forze politiche nei lavori parlamentari si sono fatte carico della complessità dei problemi che il gioco d’azzardo pone (tenendo anche conto del rischio del controllo della criminalità organizzata), la legislazione recentemente adottata dalla maggioranza di governo si muove nel senso della più totale liberalizzazione dell’azzardo. 

Per arginare il diffondersi del gioco d’azzardo in un momento difficile come quello attuale, in cui alla crisi economica si somma quella sociale e familiare, servirebbe un’azione condivisa tra le diverse forze politiche, intervenendo nell’interesse dei giocatori e delle loro famiglie, individuando limiti legislativi adeguati. Siamo invece costretti ad ascoltare pubblicità che invitano il giocatore incallito a “giocare il giusto”. Ma cosa si intende per “giusto”?

Se può essere “giusto” sperperare nelle scommesse l’intero ammontare del proprio stipendio, può ritenersi altrettanto giusto il fatto che a rimetterci siano anche gli ignari familiari? Dove finisce la libertà personale di sperperare e dove iniziano i diritti dei familiari a carico? Si può mai pensare che tale importante quesito possa ritenersi superato, invitando semplicemente il cittadino a giocare il “giusto”?

In Italia non esiste una normativa che regoli in maniera adeguata la diffusione del gioco d’azzardo ed in particolare quello on line: la nuova tecnologia ha consentito il proliferare di siti che funzionano da vere e proprie ricevitorie virtuali, nelle quali è possibile fare ogni tipo di scommessa con un semplice clic.

Per fortuna la giurisprudenza si è dimostrata nell’ultimo decennio più attiva e più  rapida del legislatore nel recepire i segnali di disagio che provengono dalla società: dal 1998 ad oggi, una serie di sentenze hanno dato risalto al problema evidenziando come al gioco d’azzardo siano sovente legati altri reati. La sentenza più significativa in tal senso ci pare essere la decisione presa dal Tribunale di Catanzaro con decreto del 09/04/2009, dove  si mette in luce il legame tra dipendenza da gioco d’azzardo e logoramento del nucleo familiare e si sostiene il ricorso all’istituto dell’Amministrazione di Sostegno quale strumento in grado di tutelare l’integrità del giocatore e della sua famiglia.

E’ necessaria pertanto, un’attenta presa d’atto della problematica sociale legata al gioco, a maggior ragione alla luce dell'articolo 47 della Costituzione, il quale afferma  nella sostanza che lo Stato incoraggia e tutela il risparmio e indica come deve essere impiegato; sembrerebbe però che lo Stato incentivi a giocare per garantirsi maggiori introiti.

E’ evidente che la delicatezza della materia impone la massima cautela del legislatore, non solo per evitare che si precipiti in vere e proprie forme di dipendenza patologica da gioco, ma anche perché si è riscontrato come la stessa criminalità organizzata continui a trarre il massimo profitto anche da questo mercato della “disperazione”.

Considerazioni finali

Alla luce dell’attuale crisi economico–finanziaria la legislazione comunitaria e quella nazionale dovrebbero essere orientate ad un maggiore controllo sul gioco d’azzardo attraverso una disciplina più attenta delle diverse fattispecie (lotterie, slot machines, ecc.)ferma restando la libertà di giocare, rientrante nella più ampia libertà d’iniziativa economica (ex art. 41 della Costituzione), la quale però “non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà e alla dignità umana”.

In questo momento più che mai è sentita la necessità di un cambio di passo, di una svolta in direzione di un’economia eticamente orientata al primato della persona, della famiglia e dell’associazionismo. In questo senso sarebbe opportuno agire sul terreno della sensibilizzazione riguardo ai rischi che il gioco comporta sin da tenera età coinvolgendo scolaresche, esercizi commerciali, pubbliche amministrazioni e società di marketing.

E’ giunto quindi il momento di agire seguendo l’iter delineato dai padri costituenti;a tal proposito ci piace concludere ricordando un passaggio del discorso al Senato della Repubblica del 27 giugno 1957 di Don Luigi Sturzo:

“La Costituzione è il fondamento della Repubblica. Se cade dal cuore del popolo, se non è rispettata dalle autorità politiche, se non è difesa dal governo e dal Parlamento, se è manomessa dai partiti verrà a mancare il terreno sodo sul quale sono fabbricate le nostre istituzioni e ancorate le nostre libertà.”

Noi Giovani dell’Unione di Centro di Parabita auspichiamo che questo breve pensiero possa trovare nei vertici del partito validi scudieri a difesa delle nostre famiglie e dell’intera società.

Distinti ed affettuosi saluti dai Giovani UDC di un piccolo paese del Sud, dove si crede ancora che i valori e le speranze non possano morire.

Parabita,li 19 agosto 2011            

                                         Il Delegato al Movimento Giovanile

         Livio Napoleone

 

Lettera inviata ai vertici del Partito

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set 26
2011

scuola, condanna ed elemosina

Postato da A. S. D. Podistica Parabita in Blog

A. S. D. Podistica Parabita

Che ci si debba accontentare di quello che passa il convento, non c'è dubbio: e, in questo periodo, il convento passa veramente poco. Però una "pittata" alle aule infestate da muffa, con finestre cadenti che lasciano passare vento e acqua, con portoni così fatiscenti che periodicamente vengono violati da ladri e teppisti, con un inquinamento da radon che è tutto lì dopo gli avvertimenti dell'ARPA e le nostre denunce (e mi fermo qui per carità cristiana), non può essere sufficiente. E le responsabilità delle vecchie amministrazioni non possono, non devono ancora essere il solito alibi dietro cui la nuova amministrazione si può più nascondere, dopo 1 anno e mezzo abbondante di responsabilità nel nostro paese.
Ma voglio ancora rimarcare due problemi ancora tutti lì, da affrontare, discutere serenamente e magari risolvere.
Il primo, rappresentato proprio dall'assessore che si pregia del piccolo lavoro effettuato nelle scuole di Parabita. Già due mesi addietro ne chiedemmo le dimissioni a seguito della condanna di 2 anni da esso riportata in primo grado (appellata?) per truffa ai danni della comunità europea, con un divieto ad avere rapporti con la pubblica amministrazione, lui che è pubblico amministratore nel nostro comune, assessore ai Lavori Pubblici. Non era e non lo è neppure oggi un attacco personale, non è un accanimento contro un cittadino che, come tutti, ha diritto alla difesa fino all'ultimo grado di giudizio, fino alla cui sentenza egli è da considerare innocente. Ma era ed è un invito al pubblico amministratore, all'uomo politico, responsabile del PDL a Parabita e quindi anche con importanti responsabilità politiche, che deve prendere atto della situazione creatasi per fare due passi indietro al fine di liberare l'Ente di cui è parte essenziale, perchè non venga sporcato dalla macchia rappresentata da quella condanna. Non lo ritengo un delinquente e posso essere quasi certo che ne verrà fuori pulito (spero non per prescrizione) dal processo che lo vede coprotagonista, ma non posso immaginare che egli non capisca del vulnus politico e di immagine che inferisce all'Amministrazione Comunale di Parabita con la semplice sua presenza ai massimi livelli. Non mi va di fare facile ironia su quella che è l'abitudine inveterata all'interno del suo partito a non mollare la poltrona su cui sono seduti, ma insisto perchè egli, da persona seria e responsabile quale spero sia, prenda la decisione più giusta e lasci la poltrona a cui, per ora, invece, sembra legato, o meglio incollato come tutti gli altri suoi colleghi di partito.
Il secondo problema che ancora è sul piatto è quello delle indennità degli amministratori che questi si sono aumentati a dismisura dopo essersi insediati. Ora, i denari impiegati per i voucher, non sono soldi dei membri della giunta municipale ma soldi che sono stati sottratti all'esausto bilancio comunale e che, oggi, vengono utilizzati a fini strettamente personali come quello dell'elemosina: perchè di questo si è trattato, un'elemosina a dei poveri indigenti che, dopo 5 giorni di lavoro, sono stati nuovamente ributtati nella solita miseria in cui versano oramai da molto tempo. Non credo che sia così che si possa amministrare un comune, non è così che si possono utilizzare i soldi della collettività: se proprio si voleva fare elemosina, quei 100.00 euro e passa di cui si sono impossessati sarebbe stato meglio e più giusto che rimanessero nelle casse del comune, magari destinandoli all'Ufficio dei Servizi Sociali che versa in condizioni miserevoli(per inciso, a causa di una pessima conduzione politica), come i poveri che dovrebbe in qualche modo aiutare .
Forse sbaglio e mi assumo la responsabilità dei miei errori, ma vorrei che quanto qui detto non venisse solo tacciato di disfattismo senza altro replicare, se non, come al solito con insulti e improperi.

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set 24
2011

Salento in Bus: I giovani scrivono al Presidente Gabellone.

Postato da A. S. D. Podistica Parabita in Blog

A. S. D. Podistica Parabita

 

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Sezione di Parabita

Con una lettera al Presidente della Provincia Dott. Antonio Gabellone,  noi giovani dell’Unione di Centro di Parabita, abbiamo evidenziato quanto accaduto sul territorio comunale in merito al servizio “Salento d’Amare in bus”, di recente  ripristinato dalla Provincia di Lecce anche nella nostra cittadina. 

Siamo  consapevoli delle difficoltà economiche dell’Ente, al quale va il nostro apprezzamento per la scelta coraggiosa di riconfermare un servizio di mobilità fondamentale per i tanti turisti che hanno popolato la nostra provincia, tuttavia non possiamo esimerci dal segnalare i disservizi che molti utenti ed alcuni operatori turistici hanno segnalato".

Infatti numerose  sono state le segnalazioni relative al mancato passaggio del bus in questione, tanto da costringere l’operatore turistico ad improvvisarsi accompagnatore per i malcapitati  in particolare per la corsa delle ore 10.16 diretta a Gallipoli, come è accaduto ultimamente in data 2 e 3 settembre.

Meraviglia ha destato inoltre, la mancata operatività del centro informazioni, che nell’ultimo periodo sembra aver chiuso in anticipo l’attività,  cioè quando ancora il servizio bus era operativo, rendendo vane le richieste d’informazioni da parte dei cittadini.               

 Noi Giovani dell’Unione di Centro, abbiamo ritenuto segnalare quanto sopra, perché crediamo fortemente, che allo sforzo economico dell’Amministrazione Provinciale, debba riscontrarsi un adeguato risultato per il servizio offerto alla collettività,   in un momento in cui la politica deve dimostrare di saper gestire al meglio  i soldi pubblici. 

Confidiamo quindi, sulle capacità dell’Ente Provincia, di rilanciare il sistema dei trasporti e l’insieme dei servizi offerti al nostro territorio già dal prossimo anno, perché quanto accaduto quest’anno, lascia l’amaro in bocca a tutti coloro che con grandi sacrifici si spendono per il rilancio del nostro Salento e ci auguriamo che tutto ciò possa anche avvenire grazie alle segnalazioni (come la presente), che giungono dal territorio e che possano contribuire nella realizzazione di un servizio migliore.       

                        Il Delegato al Movimento Giovanile  - Lvio Napoleone

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set 11
2011

E dopo l’estate arriva la scuola.

Postato da A. S. D. Podistica Parabita in Blog

A. S. D. Podistica Parabita

Anche quest’anno, come ogni anno,  ci si ritrova a parlare di un nuovo inizio dell’anno scolastico, il cui primo giorno porta con se un forte impatto emotivo, ricco di aspettative e grandi apprensioni, in particolare da parte di tutti coloro i quali si avvicinano per la prima volta ad una nuova realtà scolastica.

 

Siamo fiduciosi di un vostro approccio proficuo e redditizio, affinchè si possano cogliere le opportunità che il nostro sistema offre, per un arricchimento personale senza il quale non potrà esserci un vero  futuro.

Il nostro augurio è quello di vivere un nuovo anno scolastico, sicuramente impegnativo ma altrettanto affascinante, ricco di grandi e piccole emozioni che possano restare impresse.

A tutti voi giunge il nostro “in bocca al lupo”.

                                                      I Giovani dell’Unione di Centro

 

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set 11
2011

Felice inizio anno scolastico "2011"

Postato da A. S. D. Podistica Parabita in Blog

A. S. D. Podistica Parabita

Rivolgo a tutti gli studenti, alle loro famiglie e al personale docente e non docente un augurio di buon anno scolastico.

Grazie a tutti voi per l’impegno che mettete nell’apprendere e nell’istruire, così come nell’assistenza e nella cura dell’intero sistema scolastico, perché solo con l’impegno si possono formare  gli adulti di domani, che mi auguro sappiano confrontarsi con una realtà dura ma affascinante.

Buon lavoro.

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set 08
2011

lettera compilata dall'ANCI e spedita da tutti (?) i sindaci ai propri concitadini

Postato da A. S. D. Podistica Parabita in Blog

A. S. D. Podistica Parabita

 

I TAGLI AI COMUNI SONO TAGLI AI TUOI DIRITTI

 

Carissimi cittadini,

oggi dirò al Prefetto e al Ministro dell’Interno che questo Comune non è più in grado di dare i servizi ai cittadini. Chiuderò simbolicamente l’ufficio Anagrafe e stato civile.

Si tratta di una forma di protesta molto forte, contestuale in tutti i Comuni italiani, alla quale siamo arrivati perché non siamo riusciti a far cambiare una manovra economica necessaria ma sbagliata nelle parti riguardano le istituzioni territoriali.

Non vogliamo peggiorare la qualità della vostra vita ma cercare di migliorare i servizi e le prestazioni in tutti i settori e di difendere i vostri diritti.

Oggi non è più possibile perché si preferisce togliere ai Comuni invece di andare a vedere dove le risorse si sprecano realmente.

Ogni anno i Comuni hanno portato soldi alle casse dello stato per un totale di oltre 3 miliardi di euro. Lo Stato continua a sprecare e noi siamo costretti ad aumentare le tasse o a chiudere i servizi.

Ho deciso di scrivervi per far conoscere a che punto siamo arrivati e perché ognuno di voi possa rendersi conto che la protesta che i Comuni e l’ANCI stanno facendo non è la protesta della “casta” ma di chi lavora seriamente per rendere i nostri Comuni ed il nostro Paese sempre più solidi, competitivi e vivibili.

Se mi verrete a trovare vi aprirò le porte del vostro Comune.

 

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Il Sindaco

set 08
2011

INFORMAGIOVANI

Postato da A. S. D. Podistica Parabita in Blog

A. S. D. Podistica Parabita

Non si riesce a capire la furia del Sindaco, che minaccia querele ad un consigliere di minoranza e sanzioni disciplinari verso un dipendente comunale.

Mi sembra che il consigliere Cataldo non abbia fatto altro che "fotografare" la situazione che si è venuta a crearepresso il centro Informagiovani di Parabita. Ma quella fotografia non è rappresentata solo dal cartello esposto sulla porta del centro, ma da quanto la maggioranz,a in consiglio, ha deliberato approvando il bilancio previsionale nel quale nessuno stanziamento è stato previsto per quel centro. Come già in altre occasioni abbiamo detto, la spesa sociale è notevolmente ridotta (colpa anche di una politica del governo centrale scellerata, lo sappiamo) e con questa sono stati drasticamente  ridimensionati, anzi azzerati gli investimenti in favore dei giovani: non borse di studio, non sportello informativo, nulla di nulla. Il Sindaco può minacciare tutte le querele che vuole (che sa di non poter sporgere  perchè mancherebbe l'ipotesi di reato) ma i fatti sono assolutamente quelli appena detti e già evidenziati da Marco Cataldo.

E' invece di pessimo gusto l'attacco che lo stesso Sindaco sferra contro un dipendente comunale, giovane, valente e intelligente collaboratore che viene accusato di chissà quale responsabilità che di certo egli non può avere.  Non è immaginabile che il singolo impiegato abbia di sua iniziativa affisso quel cartello senza avere una disposizione superiore. Ma l'attacco pubblico a quel dipendente è quanto di più dirompente all'interno di un gruppo, che dovrebbe lavorare nella più perfetta armonia (dipendenti e amministratori: due parti imprescindibili dello stesso corpo) ma che ancora una volta viene diviso da sospetti e minacce più o meno velate.

Il nervosismo trapela da ogni singolo atto e da ogni singola iniziativa degli amministratori che tra critiche per tasse, tributi, sanzioni, indennità, notti di venere, diatribe interne...ormai fanno fatica a portare avanti un'azione amministrativa che, fin dall'inizio, si è dimostrata asfittica e di cattiva fattura.

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ago 09
2011

COMUNICATO STAMPA - Cambiare rotta si puo' e si deve

Postato da A. S. D. Podistica Parabita in Blog

A. S. D. Podistica Parabita
altCOMUNICATO STAMPA
Cambiare rotta si puo' e si deve
Con il voto di 28 milioni di persone ai referendum di giugno, i cittadini italiani hanno chiaramente indicato alla politica la direzione da prendere:

- rispetto giuridico dei quesiti, ancora da attuare, da parte delle istituzioni nazionali e locali;
- inversione di rotta rispetto al neoliberismo, per una nuova stagione di tutela dei beni comuni che non possono soggiacere ai voleri delle agenzie di rating e della speculazione finanziaria; 
- espansione e non restrizione delle garanzie democratiche e di partecipazione dei cittadini nelle istituzioni pubbliche.

Nel percorso che ha portato ai referendum, il Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua ha avuto come compagni di strada moltissime associazioni e realta' di base del mondo ambientalista, cattolico, del volontariato, di sinistra e del sindacato, e anche enti locali e qualche forza politica. Realta' diverse, che si sono unite perche' diventate consapevoli della necessita' di porre un freno alla rapina dei beni comuni e dei servizi pubblici, a partire dall'acqua.

Questo lungo periodo di regressione economica, in larga misura, non è imputabile all'economia reale del nostro paese - ancora molto legata alla produzione manifatturiera e a circuiti locali di mercato - ma è causata dal modello economico dominato dalla volatilità dei titoli in borsa, e dallo strapotere di organismi economici non elettivi europei e internazionali. Gli stessi che oggi usano la "crisi" come alibi per ottenere dalle nazioni misure inutili a superarla e devastanti per la sopravvivenza dello stato sociale.

Con il documento presentato al Governo il 4 agosto dalle "parti sociali" (Confindustria, banche, sindacati confederali) si chiedono una serie di misure di matrice liberista tra le quali spicca "

un grande piano di privatizzazioni e liberalizzazioni da avviare subito.[...] Avviare la dismissione e la valorizzazione del patrimonio pubblico, con un piano articolato negli anni. Incentivare gli enti locali a dismettere patrimoni immobiliari e società di servizi [...]."

E' un attacco alla Costituzione, allo stato sociale, ai beni comuni, diretto contro i lavoratori e le fasce sociali più deboli, e contro i cittadini italiani, la maggioranza assoluta dei quali, con la vittoria nei referendum di giugno, ha espresso la volonta' di non lasciare al mercato la gestione dei beni e dei servizi pubblici.

Queste sono le vere parti sociali che il Governo e tutta la politica devono ascoltare.

Chiediamo alla CGIL, in quanto aderente al percorso referendario, di ritirare la propria firma dal documento presentato, e al Governo e a tutte le opposizioni di non ascoltare le cattive sirene di ricette che possono solo aggravare e rendere irreversibile la regressione economica in cui ci troviamo.

Cambiare rotta si puo' e si deve, subito.



FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER L'ACQUA
lug 20
2011

SINDROME DEL BOSCAIOLO E ALTRE AMENITA'

Postato da A. S. D. Podistica Parabita in Blog

A. S. D. Podistica Parabita

Grazie al sig. Romano che mi ha deliziosamente dato del cretino e sono certo che il suo è un angolo visuale privilegiato che non mi fa sentire offeso.

Nel merito, voglio chiedere al sig. Romano se, poichè ci sono  parecchie persone, cittadini parabitani a cui evidentemente tiene, che soffrono di sindromi asmatiche da polline degli ulivi, potesse imporre lo svellimento degli alberi di ulivo circostanti l'abitato di Parabita onde non costringere quei cittadini a trasferirsi, magari vicino al mare;

inoltre, altri nostri sfortunati concittadini sono allergici all'epitelio dei cani: potremmo esaminare l'ipotesi di sterminare tutti i cani randagi che frequentano le strade del paese, onde evitare loro pericolose crisi allergiche?  

Voglio dare ancora qualche suggerimento (gratis, per carità):

Alberi su via Vittorio Emanuele III e II, Via Roma e Via Ferruccio: ogni anno costano qualche soldo alle casse comunali per la potatura in occasione della festa patronale. Zac! Via! Peraltro, scassano i marciapiedi con le loro radici: l'eliminazione consentirebbe un gran risparmio e nessun rischio di richieste risarcitorie;

Alberi nel Parco Comunale "Aldo Moro": hanno sconnesso viali e vialetti, causando anche cadute tra gli incauti avventori. Zac! Via! Legna da ardere, si possono un giorno sempre sostituire con piantine più piccole, che non recano disturbo a nessuno e non provocano quella fastidiosa ombra estiva che tanto danneggia l'immagine del luogo.

Più seriamente, ricordo, ma solo per me stesso, che già qualche mese addietro (esattamente il 1° aprile: ma si sa, i nostri amministratori amano l'humor) questa stessa amministrazione comunale deliberò il taglio di altri alberi -anche quelli vivi e vegeti- in Via Gorizia, accettando l'offerta di una ditta del limitrofo comune di Matino che si era offerta di eseguire il taglio e le esequie di quei portatori sani di ossigeno -rigorosamente a titolo gratuito (cfr  blog dell'8/4 ).  Dopo le nostre proteste, lettere, esposti, tutto è stato messo a tacere e quegli alberi sono ancora vivi e vegeti... e lottano con noi!

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lug 10
2011

I VERI VINCITORI DEI REFERENDUM

Postato da A. S. D. Podistica Parabita in Blog

A. S. D. Podistica Parabita

Il 12 e 13 giugno le italiane e gli italiani hanno conseguito una vittoria epocale: per la prima volta dopo 16 anni si supera nuovamente il quorum con 2 chiari sì all'acqua bene comune, un chiaro sì per fermare il nucleare e un'altro chiaro sì per ribadire che la legge è uguale per tutti.

E' una vittoria straordinaria come straordinaria è stata tutta la campagna referendaria: un lavoro capillare fatto e costruito dal basso, oscurato dai principali media, osteggiato dalle forze di governo e ignorato quasi del tutto, se non nell'ultima decade di campagna referendaria, dai partiti di opposizione.

Una vittoria che ha un significato molto chiaro: fuori l'acqua dal mercato e fuori i profitti dall'acqua, no all'energia nucleare e la legge è uguale per tutti.

Nessun partito di destra e di sinistra può permettersi di accollarsi i meriti di questa grande vittoria conseguita con l'impegno e il sacrificio di tante cittadine e cittadini.

Perciò la vittoria ai referendum non è grazie a questo o quel partito ma grazie ai ventisei milioni e mezzo di italiane e italiani (la maggioranza assoluta) che hanno determinato tale risultato.

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Poesie

  • La poesia di Giuseppe Greco premiata a Pisa Il poeta parabitano Giuseppe Greco è stato premiato con la Targa d’argento di terza classe, sezione alla memoria di Lucia Signorini, nell’ambito della XXIV edizione del premio nazionale di poesia...
  • Ave Maria, mamma mia                               Nata a menzu mille muddriche te fraume lu rusciu e lu malangu intr’a ogni core, Signuria Sinti capace...
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