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Giovedì, 27 Aprile, 2017
   
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Marcia contro le mafie «Parabita è dei giovani e la vogliamo onesta»

marcialegalità"Lasciate Parabita a noi giovani, la vogliamo onesta e trasparene". La prima risposta al malaffare denunciato dal blitz che lo scorso 16 dicembre ha portato all'arresto di 22 persone accendendo un faro sulla presunta cupola mafiosa che teneva in scacco la città, passa da una marcia civica che ha attraversato il paese con striscioni e slogan per la promozione della legalità.

 

Nelle stesse ore e a pochi chilometri di distanza, però, altri slogan, di segno totalmente diverso, inneggiavano proprio ad uno degli arrestati, l'ex vicesindaco Giuseppe Provenzano, sul quale pende l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa.

 

Il segnale che, a Parabita, qualche spaccatura sul fronte della legalità, c'è eccome. L'impegno decennale di Libera, molti giovani e diverse associazioni a marciare da un lato. Cori provocatori dall'altro.

 

In piazza, intanto, con una partecipazione che qualcuno definisce timida, c'erano oltre trecento persone. Giovani, sopratutto, Minorenni, perfino. Non una conta, ma una sfida. Così sin dalla vigilia, con la consapevolezza che l'obiettivo non era nei numeri dell'adunanza, ma nel messaggio veicolato. "Se non sei una mela marcia, marcia per la legalità" il motto dell'iniziativa, che ha chiamato a raccolta gente comune, federazioni, sindacati e categorie professionali. Che il contesto fosse difficile, del resto, era cosa ben nota agli organizzatori, un comitato spontaneo di ragazzi, 18 anni in media e coraggio da vendere. Tutto loro il tam tam che ha generato la marcia, dall'idea iniziale "che era importante partisse dai giovani di questo paese", al coinvolgimento di molte realtà cittadine.

 

La proposta era anche quella di esporre dei drappi bianchi fuori dalle abitazioni e dai negozi, per dire che esiste una Parabita diversa da quella emersa dalle intercettazioni della magistratura. "Non ci piaceva il clima di silenzio e omertà che si era creato, volevamo che la parte sana di questa comunità potesse dire la sua, affermando senza paura da che parte stare". In prima fila c'erano studenti universitari, associazioni, il mondo del volontariato, qualche esponente del clero, molti volti noti della politica, professionisti. Diversi gli addetti ai lavori, a partire dai rappresentanti dell'associazione Libera di don Luigi Ciotti. "Non possiamo permettere che un gruppo di insignificanti omuncoli con i loro atteggiamenti mafiosi possa schiacciare la massa della società civile che è sana", ha sottolineato Francesco Capezza per il presidio Libera di Casarano, annunciando fronte comune con il nascente comitato parabitano per la legalità. Già in cantiere alcune iniziative per il prossimo 21 marzo, giornata nazionale per le vittime di mafia, per Parabita una data particolarmente significativa che si sovrappone a quella dell'omicidio della piccola Angelica Pirtoli, uccisa dalla Sacra Corona Unita a soli due anni. 

 

Forte e partecipato il plauso al lavoro delle forze dell'ordine e della magistratura, dai carabinieri del Ros agli uomini della Dia di Lecce che, da ultimo, pochi giorni fa a Casarano, hanno confiscato alla mafia beni per oltre 3 milioni di euro. Un abbraccio ideale partito da piazza Regina del Cielo per unire i tanti comuni salentini impegnati sul fronte della legalità, in un'occasione divenuta utile per fare il punto sulla morsa criminale sul territorio. Grande assente il gonfalone del Comune, come il sindaco Alfredo Cacciapaglia e i rappresentanti istituzionali di palazzo di città. Per l'Amministrazione comunale, anche se a titolo personale, erano presenti tre rappresentanti, l'assessore all'Ambiente e alle politiche giovanili Chiara Barone, l'assessore alla Cultura Sonia Cataldo e il consigliere di maggioranza con delega all'Istruzione Francesca Giannelli.

 

"Se è un corteo per la legalità, è una causa che sposiamo in pieno", ha specificato il consigliere Giannelli. "Mi dissocio da qualunque atteggiamento di collusione, credo nell'onestà e amministro il mio paese con la voglia di vederlo splendido in tutte le sue sfumature - ha specificato l'assessore Barone. Se la causa è nobile non vedo il motivo per il quale non la si debba perseguire. Fare di tutta l'erba un fascio è sintomo di ignoranza e cattiveria". Presente al gran completo l'opposizione consiliare, con i gruppi Cambiamo Insieme e Ideale Futuro, ed extraconsiliare, con Forza Italia e il Movimento 5 Stelle.

 

Il timore, fino all'ultimo e da più parti, era che la manifestazione nascondesse una strumentalizzazione politica. "Avevamo specificato sin dall'inizio che la marcia non avrebbe avuto nessuna casacca partitica – hanno specificato i promotori – è stata un'idea nata spontaneamente, a scuola, dopo una serie di incontri dedicati al tema della legalità. Non volevamo che a prevalere fosse l'indifferenza, per questo abbiamo pensato che sarebbe stato bello aprire un dibattito in paese, anche con i nostri coetanei che spesso si sentono lontani da queste tematiche". Lontani come coloro che, ieri, urlavano dagli spalti dello stadio un messaggio diverso, opposto.

 

Fonte: Daniela Palma - Nuovo Quotidiano di Puglia

Written by :
Daniela Palma
 

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